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Piede reumatoide

Nel piede l’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria sistemica ad eziopatogenesi incerta ma probabilmente correlata ad alterazioni del sistema immunitario che interessa prevalentemente le piccole articolazioni.

Le alterazioni infiammatorie interessano in maniera primitiva la membrana sinoviale, che è la membrana che riveste le articolazioni nel loro interno; la membrana sinoviale nell’artrite reumatoide si trasforma in un tessuto molto aggressivo che determina dei danni alle superfici articolari cartilaginee, all’osso sottostante ed alle capsule articolari. Tutto ciò comporta una grave usura dell’articolazione che spesso va incontro a lussazione e ad un progressivo spostamento reciproco dei capi articolari; si realizzano pertanto deformità dei distetti interessati, in genere appunto mani e piedi, che ne compromettono gravemente la funzione.

Il piede, ed in particolare l’avampiede, è interessato quasi costantemente dall’artrite reumatoide in particolare alle articolazioni metatarso-falangee cioè le articolazioni che collegano le dita al resto del piede; più raro è invece l’interessamento della parte posteriore del piede e della caviglia. In una prima fase le articolazioni appaiono tumefatte e dolenti con una caratteristica rigidità al mattino.

Se non adeguatamente riconosciuta e trattata con farmaci adatti l’artrite reumatoide progredisce causando danni articolari e le caratteristiche deformità.

Più frequentemente all’avampiede si realizza il caratteristico aspetto di avampiede a “colpo di vento peroneale” con tutte le dita deviate all’esterno o il cosiddetto “avampiede triangolare” in cui le dita convergono a realizzare una figura triangolare; le articolazioni metatarso-falengee si lussano e le dita si dislocano al di sopra dei metatarsali causando una importante sintomatologia dolorosa alla pianta in zona di appoggio.

In questi casi l’impiego di calzature normali può risultare molto difficoltoso.

Al retropiede si verificano spesso deformità che ricordano il piede piatto con calcagno deviato all’esterno ed abbassamento della volta plantare; le articolazioni interessate sono ovviamente tumefatte, spesso rigide e sempre molto dolenti.

Talvolta vengono interessate anche articolazioni dell’arto (caviglia, ginocchio, anca) con conseguente notevole difficoltà alla marcia.

 

TRATTAMENTO

Il trattamento chirurgico non deve ovviamente prescindere da un adeguato trattamento farmacologico che va proseguito sotto controllo reumatologico.

Relativamente al piede nelle fasi iniziali può essere sufficiente l’uso di plantari o di tutori per il retropiede.

Tuttavia nelle fasi conclamate il trattamento chirurgico diventa pressoché obbligatorio per controllare i sintomi e migliorare la funzionalità.

All’avampiede si ricorre generalmente ad interventi di resezione dell’estremo dei metatarsali associando una artrodesi, cioè un blocco chirurgico, per l’articolazione dell’alluce; questo consente una correzione stabile nel tempo, una buona risoluzione del dolore ed un miglioramento della funzione del piede e della sua calzabilità.

Per le articolazioni della parte posteriore del piede si ricorre in genere ad interventi di artrodesi che permettono di correggere deformità anche importanti; per la caviglia una valida alternativa è rappresentata dalla protesi totale.

I pazienti affetti da artrite reumatoide, soprattutto per i farmaci utilizzati per lunghi periodi e per i frequenti concomitanti disturbi vascolari, hanno un tasso di complicanze decisamente più alto che negli altri soggetti.

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