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Neuroma di Morton

 

Neuroma di Morton

Le patologie dolorose dell'avampiede sono molto frequenti, a volte sono transitorie, legate all'uso di una particolare calzatura o eccessivo affaticamento, prolungata deambulazione o stazione eretta, ma a volte tendono a cronicizzare. Questi episodi, saltuari e transitori, non devono preoccupare, ma possono essere sintomi premonitori che richiedono attenzione e cura dei propri piedi, con l'uso di calzature appropriate. Quando però questi disturbi diventano frequenti, prolungati e a volte invalidanti ci si può trovare di fronte ad una malattia nota come neuroma di Morton. La sintomatologia dolorosa dell'avampiede è causata, nella maggior parte dei casi, da un problema meccanico legato ad un cattivo appoggio, a volte associato a delle deformità evidenti del piede. In questo caso, l'uso di ortesi o la correzione della deformità risolve il problema. A volte, però, una cattiva biomeccanica del piede causa uno stimolo meccanico nocivo sul nervo intermetatarsale, causando inizialmente una neurite (infiammazione reversibile) che può poi degenerare in un ingrossamento del nervo, neuroma (degenerazione cistica del nervo, irreversibile) con dolori molto violenti e invalidanti.

Con il termine neuroma di Morton si definisce una patologia degenerativa di uno o più nervi interdigitali. Colpisce più frequentemente le donne tra i 25 e i 50 anni. È generalmente localizzato nello spazio fra il terzo e il quarto metatarso (80%), talvolta anche tra il secondo e il terzo (15%), meno frequentemente tra il quarto e quinto e tra il primo e il secondo.

I disturbi sono caratterizzati da: dolore urente, violento alla base del 3°-4° dito, o meno frequentemente tra il 2° e il 3°, con irradiazione tipo scossa elettrica. Il dolore è esacerbato dall'uso della calzatura (soprattutto a pianta stretta) e il paziente sente la necessità di togliere la scarpa e appoggiare il piede su una superficie fresca. Spesso è presente riduzione della sensibilità di una o più dita.

Diagnosi: la diagnosi differenziale va fatta soprattutto con le metatarsalgie da sovraccarico o con le sinoviti/capsuliti metatarso falangee. Una accurata anamnesi e valutazione clinica (patognomonico è il test di Mulder: compressione con due dita dello spazio interessato e avvicinamento delle teste metatarsali con scatenamento del dolore) generalmente sono sufficienti a fare una diagnosi. Gli esami strumentali come Ecografia e RMN danno spesso dei falsi positivi o falsi negativi, quindi spesso non sono utili.

Trattamento: nelle fasi iniziali, caratterizzata da dolori non costanti, sporadici, tipici di una forma per così dire solo irritativa del nervo, l'uso di una ortesi correttiva e di calzature adeguate può fare regredire i disturbi. Se invece è presente dolore/bruciore accompagnato da una sensazione di scossa elettrica alle dita quando si cammina, espressione classica di un neuroma, l'unico trattamento utile è quello chirurgico. Alcuni consigliano infiltrazioni di cortisone che si sono dimostrate generalmente inutili, altri propongono l'alcolizzazione del neuroma sotto controllo ecografico, noi riteniamo che il trattamento più sicuro sia quello di un' asportazione chirurgica della neoformazione che si effettua mediante una piccola (circa 3 cm) incisione cutanea dorsale nello spazio compreso tra le due teste metatarsali.
L'intervento non è doloroso, è risolutivo e richiede un breve periodo di convalescenza (mediamente due settimane) con l'uso di una calzatura post operatoria specifica. A partire dalla terza settimana post intervento è possibile guidare l'automobile. Si riprende a camminare a passo veloce con calzature da ginnastica dopo circa 4 settimane, la corsa leggera dopo 6 settimane.





 



 

 

 

Incisione dorsale ed esposizione del Neuroma di Morton

 

Il neuroma asportato

 

Immagine ecografica del neuroma

 

Sutura cutanea al termine dell'intervento
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