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Morbo di Haglund

Con il termine morbo di Haglund si definisce una patologia del retropiede caratterizzata dalla presenza radiologica di una prominenza dell'angolo postero-superiore del calcagno, il quale crea un conflitto meccanico con il tendine d'Achille e la borsa retrocalcaneare interposta tra i due. Il quadro patologico si sviluppa spesso nel giro di molti mesi e comporta una difficoltà crescente nei movimenti di flesso-estensione della caviglia che implicano un reclutamento del tendine d'Achille.

I sintomi possono cominciare durante l'attività sportiva e arrivare a limitare notevolmente anche le comuni attività quotidiane come fare le scale o chinarsi. L'uso di scarpe chiuse con un contrafforte posteriore troppo rigido peggiora i sintomi. All'esame clinico è spesso presente un gonfiore all'inserzione del tendine, molto dolente alla pressione. Spesso il male si estende al corpo tendineo configurando un quadro di peritendinite. Una semplice Rx in proiezione laterale del piede è utile per studiare il profilo calcaneale e svelare eventuali calcificazioni inserzionali mentre una ecografia rende conto del grado di interessamento del tendine e delle borse tendinee. L'esame più accurato è la RMN, in grado di valutare al meglio il conflitto osso-tendine.

Inizialmente il trattamento più indicato è conservativo e consiste nel ridurre, variare o sospendere l'attività sportiva a seconda della gravità della situazione, terapia locale (mesoterapia), terapie fisiche (laserterapia, ultrasuoni etc.), terapia con onde d'urto, massoterapia decontratturante ed esercizi di stretching del tricipite surale, rinforzo muscolare eccentrico, rieducazione propriocettiva. A queste terapie si può aggiungere a seconda dei casi una valutazione baropodometrica dinamica con conseguente confezione di plantari per correggere eventuali difetti assiali a carico del retropiede e una valutazione del chiropratico per risolvere blocchi articolari a carico del piede o del bacino. Se queste terapie non ottengono risultati in un tempo ragionevole, bisogna prendere in considerazione il trattamento chirurgico. Quest'ultimo viene sempre più spesso eseguito con tecniche mininvasive. Interessante la procedura percutanea che attraverso una breve incisione cutanea di circa 0,5-1 cm permette, con appositi strumenti, l'asportazione dell'angolo postero superiore del calcagno e della borsa adiacente. Dopo l'intervento viene applicato un semplice bendaggio compressivo e suggerita una calzatura post operatoria con la quale è possibile camminare immediatamente: E' comunque indicato un periodo di riabilitazione per correggere gli squilibri muscolari e i compensi posturali quasi sempre presenti.

 

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