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Artroscopia della caviglia

L'artroscopia della caviglia è una tecnica chirurgica che si avvale dell'impiego di strumenti a fibre ottiche, che attraverso una telecamera introdotta all'interno dell'articolazione e collegata ad La caviglia è un’ articolazione che può essere affetta da diverse problematiche cliniche. La chirurgia artroscopia della caviglia consente di affrontare con successo patologie delle parti molli, patologie osteocondrali, patologie legamentose.
Tra le patologie delle parti molli, le sinoviti sono quelle maggiormente frequenti. Si va dalla semplice sinovite reattiva alle sinoviti in corso di artrite reumatoide, le sinoviti villo-nodulari pigmentose, la condromatosi sinoviale. Relativamente comuni sono le cosiddette “sindromi da impingement fibroso”. Si tratta di malattie della membrana che riveste l’articolazione ( “sinovia”) e che talora si infiamma provocando dolore e rigidità articolare.
Tra le patologie osteocondrali ricordiamo l’osteocondrite dissecante dell’astragalo, le fratture osteocondrali,, le sindromi da impingement osseo da osteofita tibiale anteriore o posteriore, le condropatie dell’astragalo e del plafond tibiale e dei malleoli, le lesioni degenerative artrosiche e post-traumatiche. Si può anche procedere all’asportazione di corpi mobili, ovvero a parti di cartilagine danneggiata che possono staccarsi rimanendo all’interno dell’articolazione e causare infiammazione e dolore o, in alcuni casi , il “blocco” meccanico dell’articolazione stessa.
Le patologie legamentose della caviglia possono essere diagnosticate e trattate per via artroscopica: i legamenti peroneo-astragalico anteriore, peroneo-astragalico posteriore e peroneo-calcaneare sul versante esterno della caviglia, il legamento deltoideo, nei suoi vari fasci, in sede mediale, i legamenti tibio-peroneali della sindesmosi.

L'esame clinico si deve integrare con la diagnostica strumentale (TC o RM) per definire accuratamente  la sede e la profondità delle lesioni.


I PIU’ COMUNI PROBLEMI DELLA CAVIGLIA

Patologie delle parti molli
La metodica artroscopia è molto meno invasiva del tradizionale approccio chirurgico “aperto” e permette inoltre di raggiungere aree articolari difficilmente raggiungibili con la chirurgica tradizionale. Tutte le principali patologie dei tessuti molli articolari possono essere facilmente diagnosticate e trattate. I più frequenti interventi sulle parti molli consistono nelle sinoviectomie per le varie affezioni flogistico-degenerative della membrana sinoviale e nel trattamento delle sindromi da impingement fibrose. Il chirurgo potrà asportare per via artroscopica questa sinovia infiammata con particolari strumenti motorizzati ("sinoviectomia per via artroscopica").

Patologie osteocondrali
Sono quelle che si riscontrano più frequentemente nella patologia articolare della caviglia. Con la tecnica artroscopia della caviglia possono essere asportati osteofiti tibiali anteriori o posteriori, frammenti osteocondrali fissi sottomalleolari (ossicles) o trattate lesioni cartilaginee post-traumatiche ed artrosiche.
Si tratta spesso di soggetti che hanno fatto un “uso” intenso e prolungato dell’articolazione  (calciatori, cestisti, pallavolisti etc. ), che ha condotto a fenomeni di usura della cartilagine articolare. Nella maggioranza dei casi è la cartilagine dell’astragalo a consumarsi e a causare dolore e limitazione funzionale. Danni estremi della cartilagine possono provocare anche deformità dell’articolazione (artrosi “deformante”). Il trattamento varia a seconda della profondita' della lesione. Nelle lesioni superficiali possono essere utilizzate le radiofrequenze che producono una regolarizzazione ed una compatta "cicatrice biologica " del tessuto trattato che evolve per alcune settimane dopo il trattamento. Nelle lesioni a maggiore profondita' si possono utilizzare diverse tecniche chirurgiche quali le micro perforazioni, gli innesti osteocondrali e i trapianti cartilaginei.
Talvolta porzioni di cartilagine danneggiata possono distaccarsi e rimanere all’interno dell’articolazione causando infiammazione e dolore o, in alcuni casi, il “blocco” meccanico dell’articolazione stessa. Il chirurgo potrà talora asportare i cosiddetti corpi liberi intrarticolari per via artroscopica con sollievo immediato del paziente.


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